EDILIZIA E ABITARE – Ecco la “condizione dell’abitare” dell’Isola: case vuote, nuovi bisogni e costi in aumento ma anche tanti immobili da recuperare e rigenerare. Presentato ieri a Olbia lo studio di Confartigianato Sardegna e Nomisma su come cambiano edilizia e domanda abitativa nell’Isola. Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “La casa deve tornare ad essere un fattore di coesione sociale e di sviluppo diffuso”.
La Sardegna vive una profonda trasformazione demografica, sociale e territoriale che richiede politiche abitative differenziate. Uno squilibrio abitativo che vede da una parte case vuote e vetuste, centri che si spopolano e immobili da recuperare e dall’altra territori nei quali la domanda cresce, gli affitti diventano sempre più onerosi e trovare un alloggio stabile per famiglie, lavoratori e studenti può risultare difficile. Una frattura territoriale e sociale che si intreccia con l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento delle strutture familiari e l’aumento del costo della vita.
La sfida, quindi, non è soltanto costruire nuove abitazioni, ma riportare sul mercato quelle inutilizzate, rigenerare i centri e le ree interne, diversificare l’offerta abitativa e migliorare la qualità del patrimonio esistente. L’obiettivo è rendere il sistema dell’abitare più sostenibile, accessibile e coerente con i nuovi bisogni della popolazione.
Per affrontare questa trasformazione non basta costruire nuove case: occorre rimettere in circolo quelle inutilizzate, riqualificare il patrimonio esistente e progettare un’offerta abitativa capace di rispondere ad esigenze molto diverse.
L’iniziativa è stata aperta dagli interventi introduttivi di Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, e Stefano Crestini, Presidente nazionale di ANAEPA Confartigianato Edilizia. Le conclusioni sono state affidate a Franco Cuccureddu, Assessore Regionale dell’Artigianato, Turismo e Commercio.
“I dati che emergono dall’indagine sono chiari: il patrimonio immobiliare sardo sta cambiando in funzione delle trasformazioni socio-demografiche in atto, alle quali dobbiamo prestare grande attenzione – afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – il futuro dell’edilizia non dipende soltanto dalle normative europee, ma anche dalla capacità di programmare lo sviluppo sociale e urbanistico tenendo conto dei cambiamenti demografici ed
economici della regione”. “L’Isola sta affrontando una delle trasformazioni demografiche più profonde del Paese, destinata ad avere conseguenze significative anche sul mercato immobiliare. Avremo bisogno di abitazioni diverse: più piccole, accessibili, prive di barriere architettoniche e vicine ai servizi, soprattutto sanitari, assistenziali e di trasporto – continua Meloni – nei prossimi decenni avremo meno persone in età lavorativa, una popolazione sempre più
anziana e territori esposti al progressivo impoverimento demografico e alla riduzione dei servizi.



